Cerca
Published : 03/05/2016 11:06:37
Categories : MATERIALI e GLOSSARIO
Il Cotone, il cui termine deriva dall’arabo katun, ovvero “terra di conquista”, è una pianta arbustiva già presente prima del II millennio a.C. in India ed in Perù, fu introdotto dai Saraceni prima in Sicilia nel IX secolo e poi in tutta Europa intorno al 1300. Considerato un prodotto d’importazione e per di più difficile da filare e tessere, rimase per lungo tempo un tessuto di lusso al pari della seta. Gli Europei, al loro arrivo in America, trovarono il cotone coltivato e trasformato nelle Indie Occidentali, in Messico, Perù e Brasile. Erano colture che traevano origine dalle specie locali, diverse da quelle del vecchio mondo. Le nuove tecniche messe a punto nel XVIII secolo permisero l’intensificare della coltivazione e abbassando fortemente il costo di produzione, diedero un forte impulso alla diffusione della coltura negli stati compresi tra l’Atlantico e la valle del Mississippi. Oggi la coltivazione è in continua espansione nelle regioni tropicali e temperate calde di tutte le parti del mondo.
La fibra tessile è ottenuta dalle capsule mature della pianta del cotone, arbusto alto circa cm. 40, con foglie e fiori di colore rosso o giallo. Soffice e leggero, il cotone permette alla pelle di respirare e ha buone capacità di assorbimento. A differenza della lana non infeltrisce lavandolo, anzi tende a divenire sempre più morbido. È una fibra molto resistente, si tinge con facilità ed il colore ha una buona tenuta ai lavaggi che tollera anche alle alte temperature. I tessuti di cotone sono ampiamente utilizzati sia per abbigliamento che per arredamento.
La coltivazione intensiva del cotone convenzionale fa ampio uso di pesticidi chimici sintetici, fertilizzanti, stimolanti della crescita e defolianti, che sono stati applicati sui campi in tutto il mondo, che sono causa diretta della riduzione della fertilità dei suoli, della loro salinizzazione, della perdita di biodiversità, dell’inquinamento delle acque e di fenomeni di resistenza nei patogeni.
La coltura del cotone biologico (organico) è oggi una necessità, e significa perseguire lo sviluppo sostenibile del pianeta sul piano scientifico-economico, e rispettare la persona sul piano etico. Il cotone è biologico quando non utilizza semi OGM e viene coltivato senza pesticidi, erbicidi, fertilizzanti sintetici. L’utilizzo di tecniche biodinamiche con la rotazione dei terreni, l’uso di piante fertilizzanti naturali e un controllato consumo delle risorse è essenziale, così come l’utilizzazione di processi di trasformazione non inquinanti. È certificato da associazioni di tutela dell’agricoltura biologica (IC).