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Seta, utilizzata nella Biancheria per la casa

Published : 03/05/2016 11:18:43
Categories : MATERIALI e GLOSSARIO

La seta è una fibra naturale proteica di origine animale con la quale si possono ottenere tessuti tendenzialmente pregiati. La seta viene prodotta da alcuni insetti della famiglia dei lepidotteri e dai ragni. La seta utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte da bachi da seta della specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche alcune specie della famiglia Saturniidae. 

La lavorazione della seta ha origine in Cina, probabilmente già nel 6000 a.C.. La leggenda dice che la nascita della bachicoltura si deve all'imperatrice Xi Ling Shi. Inizialmente le vesti di seta erano riservate agli imperatori cinesi, ma il loro uso si estende gradualmente a più ampi strati sociali e a paesi al di fuori della Cina. I capi di abbigliamento di seta diventano rapidamente un bene di lusso ambito e relativamente diffuso in tutte le aree raggiunte dai mercanti cinesi a causa della loro leggerezza e della loro bellezza. A causa della elevata domanda dei prodotti in seta, questa fibra è una delle merci più importanti per il commercio internazionale fino alla industrializzazione della sua produzione. 

Gli imperatori cinesi si sono sforzati di mantenere la conoscenza della sericultura segreta alle altre nazioni, in modo di poter mantenere il monopolio cinese della produzione della seta. Nonostante ciò, in epoche successive si sono verificate fughe dell'arte della lavorazione della seta verso Il Giappone, la Corea e l'India. In Europa, sebbene l'Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la conoscenza della sericoltura è giunta solo intorno al 550, attraverso l'Impero bizantino; la leggenda dice che monaci agli ordini dell'imperatore Giustiniano furono i primi a portare a Costantinopoli delle uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune canne. 

Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea di seta, le città di Palermo e Catanzaro erano particolarmente rinomate. Il primato le venne conteso dalla zona di Lione in Francia nel XVII secolo, nella quale giunsero molti artigiani proveninti da Catanzaro sotto dominazione francese. L'allevamento dei bachi fu un importante reddito di supporto all'economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, un industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle corporazioni che la praticavano, l'Arte della seta a Firenze e in particolar modo a Catanzaro 

Nel XIX secolo a Cina e Giappone si affianca, ai vertici della produzione mondiale di seta greggia, l'Italia, in cui le zone che primeggiano sono il comasco, il forlivese, quest'ultimo con la zona di Meldola, talmente importante da dare il nome ad un tipo di seta (vedi anche Museo del baco da seta), e San Leucio (Caserta). 

La produzione di bozzoli in Italia comincia a declinare nel periodo tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l'ultima, a causa di due fattori: la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento dell'organizzazione agricola. Con l'inurbamento e l'industrializzazione la concorrenza estera divenne insostenibile. Continuarono a produrre, grazie alle tecnologie avanzate e all'alta qualità dei prodotti destinati alla moda e all'arredamento, le tessiture e stamperie del centro-nord, che lavoravano seta cinese. Ora che i paesi asiatici si stanno massicciamente industrializzando e il loro livello tecnologico e qualitativo si adegua alle esigenze occidentali la loro concorrenza è diventata insostenibile, molti produttori italiani si limitano a commercializzare coi loro marchi prodotti interamente realizzati all'estero. 

La seta è una fibra naturale di origine animale. Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1,5 km con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa l'80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa). Quest'ultima viene eliminata durante un processo chiamato "sgommatura". Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quello di fibre sintetiche. 
La sericina puo' essere eliminata trattando il filo di seta con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la "mano" della fibra. A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere: 

  • la seta sgommata o cruda, quando la sericina è stata rimossa del tutto; 
  • la seta raddolcita o "souplè", nella quale la sericina è stata tolta solo in parte. 

Nel caso della seta cruda si può fare un trattamento di "caricatura" che serve a migliorare la resistenza della fibra, che era stata compromessa con il processo di sgommatura. Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 metri. Questo la rende la fibra animale più lunga. 

Per produrre un filo di seta cruda occorrono 4-8 bozzoli, i filati che si ottengono sono: 

  • Organzino è formato da un filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto (4 giri al centimetro), usato per l'ordito. 
  • Crêpe è simile all'organzino ma più fittamente ritorto (da 16 a 32 giri al centimetro), per tessuti crêpe, cioè increspati. 
  • Ritorto per trama è composto da uno o più fili e ritorto in un solo senso (da 8 a 16 giri al centimetro). 
  • Ritorto singolo ritorto in un solo senso con un numero di torsioni variabili a secondo della qualità, per tessuti lisci e sottili. 
  • Buretta ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o interna del bozzolo, viene filata dopo cardatura, filato grosso e irregolre non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza della bava. 
  • Tussah è quella che si ricava dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico. 
  • Doppione bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung. 
  • Shappe si produce con i bozzoli danneggiati (dove non è possibile avere la bava continua) e cascami di lavorazione. 
  • Filaticcio filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall'uscita della farfalla. 

La seta è usata principalmente per produrre tessuti pregiati nei campi 

  • Arredamento: tende e tappezzerie 
  • Abbigliamento: cravatte, camicie, foulard e biancheria intima soprattutto femminile. 
  • Arredo sacro e liturgico

Le sue caratteristiche di morbidezza, lucentezza, anallergicità, piacevolezza al tatto, fanno si che la seta resista alla concorrenza delle fibre sintetiche (Rayon). Viene mischiata con lana e altre fibre sintetiche per migliorarne la qualità. 

Da alcuni anni la fibroina della seta viene anche studiata per possibili applicazioni in medicina per la realizzazione di protesi ma anche per la riparazione di tessuti del corpo umano danneggiati. 


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